“The day the music died”

04
febbraio
2014

Posted by Margherita Caramatti

Posted in eventi / Storia della musica / ultimissime / world

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The Day The Music Died

Il 3 Febbraio 1959 a bordo dell’aereo Beechcraft Bonanza c’erano tre delle maggiori promesse del Rock’n’ Roll di quegli anni: Buddy HollyRitchie Valens e J. P. “The Big Bopper” Richardson. Avevano appena concluso una tappa del fittissimo programma del Winter Dance Party. Una manifestazione di tre settimana che imponeva alle band lunghi spostamenti da una parte all’altra degli Stati Uniti.

Il pulman della band di Buddy non era attrezzato per affrontare quel genere di viaggi, in particolare durante l’inverno. Durante il viaggio verso Clear Lake i musicisti riportarono principi di congelamento e il giorno dopo tutto il gruppo avrebbe dovuto suonare a Fargo, in Nord Dakota. Un altro lungo viaggio che Buddy non aveva intenzione di affrontare nello stesso modo.

Per questo, appena arrivato organizzò un volo per tutta la band. Ma alcuni non vollero salire, altri barattarono il posto e alla fine sull’aereo salirono solo Buddy, Ritchie Valens di soli 17 anni e The Big Bopper, dj e cantante di brani come Chantilly Lace, scelto come colonna sonora di American Graffiti da George Lucas.

Il volo partì di notte, guidato da un pilota ancora inesperto, di soli 22 anni. Le condizioni metereologiche erano pessime ma forse non vennero segnalate nella maniera adeguata. L’aereo precipitò poco dopo il decollo. Tutte le persone a bordo persero la vita nell’impatto.

Anni dopo Don McLean scrisse nella sua America Pie che quel giorno la musica morì:

I can’t remember if I cried
When I read about his widowed bride
But something touched me deep inside
The day the music died

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